La cena

lacena

Sam volle tornare in quel ristorantino dove, qualche giorno prima era stato con la sua Carol.

Sam e Carol si erano conosciuti tre anni or sono e sembrava fossero fatti uno per l’altro, due persone in simbiosi, due amanti perfetti, due persone in una. Ultimamente Sam notava che c’era qualcosa di strano in lei, ma sicuramente niente di irreparabile, come Sam continuava a ripetersi.
Sam era così innamorato che quasi non ci sono aggettivi per descrivere cosa provava per Carol. Avrebbe dato la vita per lei. Lei era l’aria per lui, il suo cibo, l’acqua per dissetarsi.
Ecco …………. si può dire che Sam era innamorato di Carol ……………..
…………. disperatamente.

Mentre stava per recarsi a prendere la ragazza, Sam pensò che quella sarebbe stata la sera giusta per dirle quanto lui la amasse. Non che non glielo avesse mai detto, anzi, tutti i suoi gesti, le sue azioni, i suoi stessi pensieri erano rivolti continuamente a Carol, ma quella sera ………….“questa sera deve essere speciale, favolosa, indimenticabile” continuava a ripetersi lui.

Arrivato, scese dalla macchina e vide che lei era sotto il portone che lo aspettava.
“Ciao Carol, come stai?”

Salirono in macchina e partirono.
“Il suo profumo mi è sempre piaciuto” pensava intanto Sam, sommerso dalla di lei fragranza, che girava la testa per guardarla “Il suo viso è il simbolo stesso della bellezza assoluta e il suo corpo rappresenta la perfezione.”
Sam aveva sempre risentito del fascino dirompente di Carol. Un movimento qualunque di lei come il semplice sdraiarsi su un divano o il semplice sistemarsi i lunghi capelli erano sorgente di fascino e sensualità allo stato puro, fascino e sensualità che penetravano nell’intimo di Sam, nel suo cuore, nella sua anima e gli scatenavano le emozioni più diverse; ma tutte riconducevano a quell’immenso amore che lui sentiva per lei.

Arrivarono al ristorante, scesero dalla macchina ed entrarono. Il cameriere li fece accomodare ad un discreto tavolino, con una rosa rossa che vi troneggiava, vicino a un caminetto. Era lo stesso posto dell’ultima volta in cui vi erano andati, così volle Sam.

La luce calda e avvolgente di alcune candele accese in mezzo al tavolo rendevano magica l’atmosfera.

Sam guardò velocemente il menu, sapeva già cosa ordinare, così osservò la sua Carol immersa nella lettura della sua carta. Anche solo nel fare ciò Carol suscitava in lui sentimenti che gli provenivano direttamente dal fondo del cuore, gli torcevano le visceri, lo esaltavano e lo portavano su, su, fino al paradiso dell’amore più intenso.

Il cameriere tornò, prese le ordinazioni, poi se ne andò con garbo.
Sam e Carol rimasero soli in quell’ambiente fatto apposta per due come loro.
Lui la guardò negli occhi, riuscì a penetrare fino in fondo ai suoi occhi, come solo l’amore vero può concedere di fare.
E in quel momento Sam fu felice.
Se avesse potuto avrebbe fermato il tempo le disse allora, “anzi no, perché il futuro sarà ancora più fantastico, non ci sarà mai un limite, il nostro amore non può avere confini ………………”

Il cameriere tornò, alterando solo leggermente l’atmosfera creata, e servì la cena.
Sam mangiava e intanto guardava le altre coppie presenti nel locale.
“Sono sicuro che non esistono due persone più felici di noi” disse “non vedo in nessuna delle persone che sono qua quell’armonia, quella sintonia, quella gioia che viene dal profondo di noi.”

Alla fine della cena Sam chiese il conto al cameriere e si decise a dire quello che si era ripromesso: “Carol, credo di volerti bene più della stessa mia vita. Se tu non fossi con me mi sembrerebbe di non vivere veramente e qualunque cosa io facessi mi sembrerebbe priva di significato. Ti scongiuro …………………. non lasciarmi mai …………….. Ti amo …………….”

Sam vide allora Carol sorridere, intanto i due visi si avvicinarono e un lungo e appassionato bacio avvicinò due anime che si poterono così abbracciare. Due anime immerse in un mare di sensazioni favolose, sensazioni così intense da poterle vedere, da poterle toccare.

Ma ecco che stava arrivando il cameriere con in mano il conto.
Sam si alzò per pagare.
Prese in mano il foglietto e vide con stupore che la somma da pagare riguardava solo la sua consumazione. “Cosa fanno questa sera, prezzi speciali? Le donne non pagano?” pensò. Poi si rivolse direttamente al cameriere chiedendogli: “Mi scusi ma credo abbiate commesso un errore, non è stato conteggiato ciò che ha mangiato la ragazza con me.”
Il suo interlocutore aggrottò le sopracciglia, guardò Sam con una strana espressione sul viso poi allungò la testa in direzione del tavolino a cui Sam era seduto, infine, con uno strano tono nella voce prese a parlare: “Non c’è nessuno sbaglio signore, lei è venuto qui da solo!”

Sam si girò, come sprofondato in un sogno da cui stava per riemergere, e non vide più Carol.
Perché Carol non era lì con lui. In fondo lui lo sapeva, la sua mente lo sapeva, ma il suo cuore no, il suo spirito non aveva accettato il fatto che l’ultima volta che era stato in quel ristorante, assieme a Carol, lei gli avesse detto che la loro storia era ormai inutile, che fra loro tutto era finito e che sarebbe stato meglio che non si fossero più rivisti.

Due lacrime gli stavano solcando le guance mentre era così, in piedi, a guardare la sedia vuota di lei.

Allora Sam sentì che la sua anima cominciava a sanguinare.
Allora Sam sentì distintamente il suo cuore urlare di dolore ………………
…………… disperatamente.