Niente è come sembra

Niente è come sembra

8 Maggio 2015 0 di Max

Nulla è come appare. Noi non siamo in grado di vedere niente così com’è, tutto viene filtrato dallo specchio deformante della nostra coscienza. Tutto ciò che vediamo è il riflesso della nostra coscienza. È molto importante comprendere questo concetto. Il mondo che vediamo è sempre e solo una proiezione della nostra coscienza.

Gabriella d’Albertas

Siamo costantemente scissi e frammentati in mille maschere con le quali ci atteggiamo dinanzi agli altri. Spesso la maschera nasconde il vero sé che noi consideriamo troppo “spaventoso” per essere mostrato agli altri ed il timore del giudizio altrui ci porta a preferire un abito di circostanza.

Frequenti sono le volte in cui la concezione che gli altri hanno di noi non coincide con il nostro vero essere e ci vengono modellate addosso identità a noi estranee.
Se sospenderemo il giudizio, senza volere che le cose siano diverse da come sono, senza pretendere che le persone si comportino in modo diverso da come si comportano, senza considerare noi stessi sbagliati, inadeguati o incompleti, allora potremo finalmente fluire in questa perfezione ed essere veramente felici.
Se pensiamo alla nostra quotidianità, le cose che ci circondano nel primo istante ci appaiono e le osserviamo secondo il bagaglio di idee, cultura, educazione e pensiero che costituiscono il nostro io e, solo in secondo luogo, possiamo capirne l’oggettività della realtà.
Ogni valutazione è soggettiva quindi qualsiasi cosa appare agli occhi delle persone in modo diverso. E nascono di conseguenza interpretazioni diverse. Interpretazioni che influiscono, in seguito, su delle scelte ponderate. Non troveremo mai due opinioni perfettamente uguali. Nulla è come appare perché noi interpretiamo qualsiasi cosa in modo diverso.
Il contrasto tra ciò che è reale e ciò che appare è un tema che viene spesso trattato in numerosi ambiti della nostra vita, da quelli scientifici a quelli filosofici, così come da quelli letterari a quelli pratici. Ci sono molte cose che appaiono diverse da come sono in realtà.
Già dall’osservazione del cielo e in particolar modo delle stelle, siamo portati ad ammirare una stella per la sua intensa luminosità rispetto ad altre che in realtà hanno una dimensione maggiore.
Pensiamo al Sole, per esempio, che per noi rappresenta la stella più luminosa e che invece è niente paragonata alla stella più luminosa della nostra Galassia che tuttavia ci appare più piccola e meno lucente. Nell’antichità la luminosità delle stelle non potendo essere misurata con precisione veniva semplicemente classificata in sei classi di grandezza, secondo un sistema ideato da Ipparco per il suo catalogo stellare.
Le stelle più luminose erano classificate come stelle di prima grandezza, seguivano quelle di seconda grandezza fino alla sesta grandezza che è quella delle stelle appena percepibili a occhio nudo. Questo sistema venne adottato anche nel Catalogo di Tolomeo, il quale però commise un grave errore: credette a quello che i suoi occhi gli suggerivano. Molte stelle che gli apparivano tra le più luminose (come ad esempio il sole), in seguito a studi più moderni, si sono rivelate essere poco luminose.
La luminosità di una stella dipende infatti da due fattori; l’energia irradiata nell’unità di tempo e la distanza dall’osservatore. Quanto più una fonte luminosa è vicina all’osservatore e tanto più sembra splendere, quindi in realtà Tolomeo non fece altro che classificare le stelle in base alla loro luminosità apparente senza tenere delle differenti di distanze che queste avevano da lui.