Povero passerotto

cavalli e neve

POVERO PASSEROTTO… SCAPPIAMO!
da “Grande Circo Invalido” di Marco Lodoli, Einaudi, 1993

Qui nel parco ho fatto anche la mia esperienza politica più importante. Avrò avuto dodici o tredici anni e insieme a una bambina bionda, un pomeriggio che già faceva buio, trovai per terra un uccellino spiumato piccolissimo.
Tremava di freddo, arrancava nella polvere, ancora incapace di badare a se stesso. Faceva pena, povero passero, spalancava il becco come per chiedere grazia.
La bambina bionda lo prese in mano e come un sasso lo lanciò in aria due o tre volte: come un sasso ricadeva a terra, sbatacchiando le alucce.
Chissà dov’era il suo nido, in cima a quale albero e qual era sua madre tra i tanti uccelli che volavano liberi sopra le nostre teste.
Adesso che facciamo, supplicavo, cosa possiamo inventarci per salvarlo, chi andiamo a chiamare?
Dovranno venire i pompieri con la sirena e le scale altissime per rimetterlo sul suo ramo e dov’è che vivono i pompieri?
Mi faceva un male cane quell’uccellino, me lo sentivo crepare in gola secondo dopo secondo.
Allora la bambina testa bionda mi prese la mano, strizzò un occhio a voce bassa mi disse: “Ruggero, andiamo via, facciamo finta di non averlo visto.”
Era come se avesse letto il mio pensiero più misero.
…..
Il passero morì dopo mezzo minuto, ma nella lana del mio cappello.